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Il programma amministrativo

INDIRIZZI GENERALI 2013 – 2018
L’inizio di questo mandato sarà ancora sicuramente caratterizzato dal perdurare della crisi economica ed occupazionale, elemento di cui siamo ben consapevoli, che abbiamo affrontato e continueremo ad affrontare “positivamente” mettendo in atto comportamenti virtuosi ed accorti per fare la nostra parte per la soluzione del problema. Anche la situazione della finanza locale non migliorerà, almeno nell’immediato, e, nonostante lo stato del bilancio del Comune di San Stino sia buono, tale situazione impone la predisposizione di un programma amministrativo improntato a molta prudenza, sia per quanto attiene al prelievo fiscale e tariffario, sia per quel che riguarda la spesa. Ne consegue che l’impegno della prossima Amministrazione dovrà essere sempre più volto al contenimento dei costi, al fine di liberare risorse per il sociale, per favorire l’occupazione e per la salvaguardia ambientale. Le risorse necessarie al funzionamento del Comune saranno reperite anche attuando al meglio la normativa afferente al contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale e contributiva. Tale iniziativa potrà consentire anche il contenimento delle tariffe dei servizi a domanda individuale.
La nostra azione di governo si svilupperà in evidente continuità con quella dell’Amministrazione Comunale uscente che ha consegnato alla nuova un ricco lascito di progetti già definiti, accompagnato spesso anche delle risorse economiche necessarie alla loro attuazione.
Il problema più grande che impegnerà l’Amministrazione, pur nella consapevolezza dei limitati strumenti di cui dispone, è quello della difesa dei posti di lavoro e delle aziende del nostro territorio, in stretto rapporto con le organizzazioni dei lavoratori, dei commercianti e degli imprenditori. Il primo punto del nostro programma è quindi il lavoro, assunto come parametro di tutte le scelte dell’Amministrazione. Cuore della nostra attività è la dignità del lavoro che si riconosce nel mondo complesso dei produttori, cioè delle persone che pensano, lavorano e fanno impresa. E questo perché anche lì, in quella dimensione più ampia, si stanno creando forme nuove di sfruttamento. Il tutto, ancora una volta, per garantire guadagni e lussi alla rendita finanziaria che, a differenza del lavoro, continua a godere di un'imposizione fiscale di favore.
La battaglia per la dignità e l’autonomia del lavoro riguarda oggi il lavoratore precario come l’operaio sindacalizzato, il piccolo imprenditore o artigiano o commerciante non meno dell’impiegato pubblico, il giovane professionista sottopagato al pari dell’insegnante o del ricercatore universitario.
Sanità, istruzione, sicurezza e ambiente sono beni comuni – di tutti e di ciascuno – che definiscono anche il grado di democrazia di una comunità. Ancora, l’energia, l’acqua, il patrimonio culturale e del paesaggio, le infrastrutture dello sviluppo sostenibile, i servizi dello stato sociale sono beni che saranno regolati e controllati, in uno sviluppo armonico del nostro territorio.
Il rispetto della persona e dei diritti individuali sarà la bussola che guiderà anche la prossima amministrazione. Non esiste una gerarchia dei diritti e l’azione per la loro affermazione vive di una tensione continua sul piano sociale e politico.
Per un'Amministrazione lungimirante è fondamentale contrastare ogni forma di bullismo. Il bullismo sociale riguarda gli adulti, mentre i ragazzi lo ricevono come esempio dai “grandi”. Restituire valore e speranze ai giovani significa svelare, oggi più che mai, gli snodi che pervadono le vite di adulti smarriti. E' necessario favorire un dibattito per riflettere e per ridare valore e forza a se stessi e alla società in cui viviamo, per preservarla da un futuro molto incerto.
Bisogna lavorare ancora di più assieme a quanti operano a sostegno delle persone con disabilità, a quanti impiegano il loro tempo e le loro energie per aiutare le persone meno fortunate.
Ci impegniamo a perseguire il contrasto verso ogni violenza contro le donne ed auspichiamo l’approvazione di una legge contro l’omofobia.
Sul piano dei diritti di cittadinanza, sarà un bel giorno quello in cui si approverà una legge semplice ma irrinunciabile: un bambino, figlio di immigrati, nato e cresciuto in Italia, è cittadino italiano.

Questi sono i temi principali su cui si fonderà l’impegno della prossima amministrazione.

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